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Visualizzazione post con etichetta Obbligazioni, contratti e responsabilità civile. Mostra tutti i post

arbitrato medico polizza infortuni



Le polizze infortuni, spesso, hanno nelle condizioni generali una clausola di arbitrato.

Questa ha come fine di evitare il contenzioso con la costituzione di un collegio medico arbitrale.

Questo articolo è dedicato anche ai consulenti nominati quali medici nella gestione di tale collegio arbitrale.

Successivamente alla visita presso il medico legale nominato dall'assicurazione si apprende un esito sfavorevole, o comunque non in linea con quanto ci si aspettava.

Cosa fare?

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Disservizio Telefonico - cosa fare?

Qualunque difficoltà con le compagnie telefoniche o televisive (es. sky) può essere risolta seguendo pochi passaggi.

I disservizi possono essere molteplici  e riguardare reti fisse, mobili, business, fatture, ma anche altri settori come quello televisivo etc...


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DATA BREACH – che cos’è?

Il data breach viene considerato un evento, un incidente di sicurezza, (tecnicamente si parla di impatto) da cui consegue la perdita, il furto, la manomissione ma anche la sola consultazione non autorizzata di dati sensibili. Solitamente tali dati vengono divulgati in maniera volontaria o meno e possono essere di diversa natura: finanziaria, sanitaria ma anche dati personali come codici personali o documenti di identità. 
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FRAZIONAMENTO GIUDIZIALE DEL CREDITO: COORDINATE ERMENEUTICHE

Troverete nell'articolo le coordinate ermeneutiche relative al frazionamento giudiziale del credito , se sia possibile proporre domande aventi ad oggetto diversi e distinti diritti di credito, sino all'ultima sentenza delle Sezioni Unite 4090 del 2017.

v Sezioni Unite n. 108 del 10 aprile 2000

I giudici di legittimità affrontano e risolvono il seguente contrasto giurisprudenziale:

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Usura sopravvenuta: la Cassazione si è espressa sulla configurabilità

In calce il testo della sentenza

La fattispecie concreta:

Il 19 gennaio 1990 una società per azioni stipulava con un istituto di credito un mutuo decennale di 14 miliardi di lire con la previsione di un tasso di interesse del 7,75% fisso semestrale.

Entrata in vigore nel corso del rapporto contrattuale la legge 7 marzo 1996 n. 108, il tasso pattuito risultava superiore al tasso-soglia.

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Il mediatore c.d. atipico ha diritto alla provvigione?

Sul punto si sono contrapposti due distinti orientamenti giurisprudenziali:

1. Una prima tesi sostiene che al procacciatore di affari non può essere applicata la disciplina contenuta nella legge 39/1989 e, di recente, quella contemplata dal decreto legislativo 59/2010; più legata al dato normativo, tale posizione fa leva sulla diversità ontologica esistente tra la figura predetta e quella del mediatore c.d. tipico e caratterizzato da una condizione di terzietà rispetto alle parti che intendono concludere l’affare;
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Caparra confirmatoria: per l'adempiente due discipline alternative

La caparra confirmatoria, al pari di quella penitenziale (art. 1386 c.c.), ha natura di patto contrattuale a carattere reale.

Il recesso unilaterale dal contratto, previsto dall'art. 1385 c.c. in caso di inadempimento della parte che ha versato la caparra, è di natura legale e postula necessariamente l'inadempimento dell'altro contraente di cui,
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Canone e clausola risolutiva: tolleranza del locatore e inefficacia


Sintesi

Il locatore riceve il canone oltre il termine stabilito rendendo inoperante la clausola risolutiva. Il creditore per riattivarne l'efficacia deve, con una nuova manifestazione di volontà richiamare il debitore all'esatto adempimento dell'obbligazione.


Caso

Il locatore aveva manifestato, a seguito dell'inadempimento del conduttore, la propria volontà di porre fine alla tolleranza con una lettera del dicembre 2009. 
Alla lettera, senza riscontro, seguì l'azione giudiziaria per la convalida di sfratto in forza della quale il conduttore pagò con riserva di ripetizione, sostenendo di nulla dovere. In definitiva, correttamente la Corte di merito ha confermato la risoluzione del contratto per grave inadempimento del conduttore anche sotto il profilo soggettivo.


In appello

La Corte aveva corretto la motivazione del primo giudice, che:

  • aveva dichiarato risolto, ex art. 1453 c.c. e art. 1455 c.c., il contratto di locazione per la morosità nel pagamento dei canoni di locazione.
Art. 1453. (Risolubilita' del contratto per inadempimento). Nei contratti con prestazioni corrispettive, quando uno dei contraenti non adempie le sue obbligazioni, l'altro puo' a sua scelta chiedere l'adempimento o la risoluzione del contratto, salvo, in ogni caso, il risarcimento del danno. La risoluzione puo' essere domandata anche quando il giudizio e' stato promosso per ottenere l'adempimento; ma non puo' piu' chiedersi l'adempimento quando e' stata domandata la risoluzione. Dalla data della domanda di risoluzione l'inadempiente non puo' piu' adempiere la propria obbligazione.

Art. 1455. (Importanza dell'inadempimento). Il contratto non si puo' risolvere se l'inadempimento di una delle parti ha scarsa importanza, avuto riguardo all'interesse dell'altra.

In Cassazione

La Suprema Corte, rigettava il ricorso osservando che, nel giudizio di appello, si era discusso sulla gravità dell'inadempimento sotto il profilo soggettivo e, al fine di sostenere la mancanza di tale gravità, il conduttore si era difeso mettendo in rilievo la tolleranza del creditore.
Nel merito, la Corte, rilevando la cessazione della tolleranza ha richiamato la giurisprudenza relativa alla reviviscenza della efficacia della clausola risolutiva espressa attraverso la manifestazione di volontà fatta al debitore di adempiere esattamente all'obbligazione.


Sentenza Cassazione civile
 sez. III, sentenza 27 settembre 2016
 n. 18991


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