Le polizze infortuni, spesso, hanno nelle condizioni generali una clausola di arbitrato.
Questa ha come fine di evitare il contenzioso con la costituzione di un collegio medico arbitrale.
Questo articolo è dedicato anche ai consulenti nominati quali medici nella gestione di tale collegio arbitrale.
Successivamente alla visita presso il medico legale nominato dall'assicurazione si apprende un esito sfavorevole, o comunque non in linea con quanto ci si aspettava.
Non sono mancati i primi quesiti dopo l'entrata in vigore della nuova riforma sulla responsabilità sanitaria L. Gelli -Bianchi n. 24/2017
Ne è un esempio, l'interrogativo sulle conseguenze in caso di mancato deposito del ricorso di merito ex art. 702 bis cpc, nei 90 giorni (art. 8 comma comma 3).
Non hai ancora richiesto l'indennizzo per la fatturazione a 28 giorni perpetrata da diverse compagnie telefoniche e non solo dal 01.06.2017 al 01.04.2018?
Se sei arrivato qui hai provato a cambiare operatore, hai chiesto che il tuo credito venisse trasferito sulla tua nuova scheda, ma questo non è successo.
Il data breach viene considerato un evento, un incidente di sicurezza, (tecnicamente si parla di impatto) da cui consegue la perdita, il furto, la manomissione ma anche la sola consultazione non autorizzata di dati sensibili. Solitamente tali dati vengono divulgati in maniera volontaria o meno e possono essere di diversa natura: finanziaria, sanitaria ma anche dati personali come codici personali o documenti di identità.
Troverete nell'articolo le coordinate ermeneutiche relative al frazionamento giudiziale del credito , se sia possibile proporre domande aventi ad oggetto diversi e distinti diritti di credito, sino all'ultima sentenza delle Sezioni Unite 4090 del 2017.
vSezioni Unite n. 108 del 10 aprile 2000
I
giudici di legittimità affrontano e risolvono il seguente contrasto
giurisprudenziale:
Il 19 gennaio 1990 una società per azioni stipulava con un istituto
di credito un mutuo decennale di 14 miliardi di lire con la previsione di un
tasso di interesse del 7,75% fisso semestrale.
Entrata in vigore nel corso del rapporto contrattuale la legge 7
marzo 1996 n. 108, il tasso pattuito risultava superiore al tasso-soglia.
Sul
punto si sono contrapposti due distinti orientamenti giurisprudenziali:
1.
Una prima tesi sostiene che al procacciatore di affari non può essere applicata
la disciplina contenuta nella legge 39/1989 e, di recente, quella contemplata
dal decreto legislativo 59/2010; più legata al dato normativo, tale posizione
fa leva sulla diversità ontologica esistente tra la figura predetta e quella
del mediatore c.d. tipico e caratterizzato da una condizione di terzietà
rispetto alle parti che intendono concludere l’affare;
La ratio della clausola risolutiva espressa è quella di individuare una o più obbligazioni il cui inadempimento determina con certezza la risoluzione di diritto del contratto.
La caparra confirmatoria, al pari di quella penitenziale (art. 1386 c.c.), ha natura di patto contrattuale a carattere reale.
Il recesso unilaterale dal contratto, previsto dall'art. 1385 c.c. in caso di inadempimento della parte che ha versato la caparra, è di natura legale e postula necessariamente l'inadempimento dell'altro contraente di cui,
Tizia
acquistava presso la società Alfa s.a.s. un' autovettura usata.
Prima
di definire la vendita si era incontrata con il rappresentante legale della
società, il quale le aveva assicurato che l'autovettura era in buone
condizioni, che non aveva mai subito incidenti e che non presentava alcun
vizio. Tuttavia,
Il locatore riceve il canone oltre il termine stabilito rendendo inoperante la clausola risolutiva. Il creditore per riattivarne l'efficacia deve, con una nuova manifestazione di volontà richiamare il debitore all'esatto adempimento dell'obbligazione.
Caso
Il locatore aveva manifestato, a seguito dell'inadempimento del conduttore, la propria volontà di porre fine alla tolleranza con una lettera del dicembre 2009. Alla lettera, senza riscontro, seguì l'azione giudiziaria per la convalida di sfratto in forza della quale il conduttore pagò con riserva di ripetizione, sostenendo di nulla dovere. In definitiva, correttamente la Corte di merito ha confermato la risoluzione del contratto per grave inadempimento del conduttore anche sotto il profilo soggettivo.
In appello
La Corte aveva corretto la motivazione del primo giudice, che:
aveva dichiarato risolto, ex art. 1453 c.c. e art. 1455 c.c., il contratto di locazione per la morosità nel pagamento dei canoni di locazione.
Art. 1453. (Risolubilita' del contratto per inadempimento). Nei contratti con prestazioni corrispettive, quando uno dei contraenti non adempie le sue obbligazioni, l'altro puo' a sua scelta chiedere l'adempimento o la risoluzione del contratto, salvo, in ogni caso, il risarcimento del danno. La risoluzione puo' essere domandata anche quando il giudizio e' stato promosso per ottenere l'adempimento; ma non puo' piu' chiedersi l'adempimento quando e' stata domandata la risoluzione. Dalla data della domanda di risoluzione l'inadempiente non puo' piu' adempiere la propria obbligazione.
Art. 1455. (Importanza dell'inadempimento). Il contratto non si puo' risolvere se l'inadempimento di una delle parti ha scarsa importanza, avuto riguardo all'interesse dell'altra.
In Cassazione
La Suprema Corte, rigettava il ricorso osservando che, nel giudizio di appello, si era discusso sulla gravità dell'inadempimento sotto il profilo soggettivo e, al fine di sostenere la mancanza di tale gravità, il conduttore si era difeso mettendo in rilievo la tolleranza del creditore.
Nel merito, la Corte, rilevando la cessazione della tolleranza ha richiamato la giurisprudenza relativa alla reviviscenza della efficacia della clausola risolutiva espressa attraverso la manifestazione di volontà fatta al debitore di adempiere esattamente all'obbligazione.