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La corretta gestione degli incrementi retributivi: chiarimenti tra CCNL e limiti del trattamento accessorio


Introduzione

La corretta gestione degli incrementi retributivi, in particolare per quanto riguarda il fondo della retribuzione di posizione e risultato, rappresenta un tema centrale per gli Enti Pubblici. Le recenti indicazioni fornite dall’ARAN e il parere della Corte dei Conti del Molise (parere n. 163/2024) fanno chiarezza sulla non applicabilità del limite al trattamento accessorio, previsto dall’art. 23, comma 2, del D.Lgs. 75/2017, agli incrementi derivanti dalla contrattazione collettiva nazionale.

Questo articolo analizza il quadro normativo e gli orientamenti principali in materia, evidenziando come il rispetto delle disposizioni contrattuali e normative possa prevenire eventuali rilievi contabili e garantire trasparenza nella gestione delle risorse pubbliche.


Gli incrementi retributivi secondo il CCNL Area FL

L’art. 39 del CCNL Area Funzioni Locali, siglato il 16 luglio 2022, prevede specifici incrementi destinati al fondo per la retribuzione di posizione e risultato. Tuttavia, l’aspetto cruciale è se tali incrementi debbano essere considerati entro il limite del trattamento accessorio previsto dall’art. 23, comma 2, del D.Lgs. 75/2017.

La risposta è negativa, come chiarito dalla normativa vigente e confermato dall’art. 11 del D.L. 135/2018. Gli incrementi derivanti dai contratti collettivi nazionali, a valere sulle risorse finanziarie di cui all’art. 48 del D.Lgs. 165/2001, sono infatti esclusi da tale limite.


Normativa di riferimento

1. Art. 23, comma 2, D.Lgs. 75/2017

Questa disposizione impone un limite alle risorse complessive destinate al trattamento accessorio del personale pubblico, parametrandole ai valori del 2016. Tuttavia, tale limite non è assoluto, essendo previste deroghe specifiche.

2. Art. 11, D.L. 135/2018

La norma stabilisce che gli incrementi previsti dai contratti collettivi nazionali di lavoro successivi al 2017, finanziati con risorse individuate nell’art. 48 del D.Lgs. 165/2001, non rientrano nel calcolo del limite al trattamento accessorio.

3. Art. 48, D.Lgs. 165/2001

Disciplina le risorse finanziarie destinate alla contrattazione collettiva nazionale, evidenziando il principio secondo cui tali risorse devono essere finalizzate al miglioramento delle condizioni retributive del personale.


Chiarimenti operativi forniti dall’ARAN

L’ARAN ha ribadito che gli incrementi derivanti dai contratti collettivi nazionali, come quelli previsti dall’art. 39 del CCNL Area FL, sono esclusi dal tetto stabilito per il trattamento accessorio. La ratio di questa esclusione è evitare che i contratti collettivi nazionali perdano la loro efficacia, rendendo inefficaci gli incrementi previsti.


Le implicazioni per gli Enti Pubblici

Gli Enti devono:

  1. Identificare correttamente le risorse escluse dal limite: le somme derivanti dai CCNL nazionali devono essere contabilizzate separatamente.
  2. Assicurare trasparenza nella gestione del fondo: gli incrementi devono essere utilizzati nel rispetto delle finalità contrattuali.
  3. Prevenire rilievi contabili: il rispetto della normativa evita contestazioni da parte degli organi di controllo.

Conclusioni

La gestione degli incrementi retributivi deve essere conforme sia alle previsioni contrattuali sia al quadro normativo vigente. Gli Enti Pubblici hanno il dovere di applicare correttamente le disposizioni, valorizzando il ruolo dei contratti collettivi nazionali e garantendo trasparenza nella gestione delle risorse.

L’esclusione dal limite del trattamento accessorio, confermata dalla Corte dei Conti e dall’ARAN, è un passo importante per riconoscere l’efficacia degli incrementi contrattuali senza gravare sui vincoli di bilancio imposti dalla normativa.

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Avv. Matteo Ricchiuti

 

 


Avv. Matteo Ricchiuti
  Via Andrea De Hippolytis n. 15
   84078 - Vallo della Lucania (SA)
          cell. 327.07.65.066 
  mail: ricchiutimatteo83@gmail.com
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svolgimento esame di avvocato 2021

Con il D.L. 31/2021, pubblicato in G.U.n. 62 del 13 marzo 2021, sono state determinate le misure urgenti per lo svolgimento dell'esame di Stato per l'abilitazione all'esercizio della professione di avvocato durante l'emergenza Covid-19.

Relativamente alla sessione indetta con DM della giustizia del 14 settembre 2020, si articolerà in due prove orali:
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Opposizione al decreto di pagamento delle spese di giustizia art. 15 D.Lgs. 150/2011

 


TRIBUNALE CIVILE DI __________________

RICORSO EX ART. 702 BIS C.P.C.

OPPOSIZIONE AL DECRETO DI PAGAMENTO DELLE

SPESE DI GIUSTIZIA

EX ART. 15 DEL D.LGS. N. 150/2011

Per: __________________, nato a _______________ il __/__/19__ (c.f. _______________________) residente a ________________, al ________________ n. __, elettivamente domiciliato in __________, alla via _____________ n. __, presso lo studio dell’Avv. _________________ (c.f._______________) che li rappresenta e difende, in virtù di procura allegata e da considerarsi rilasciata anche in calce al presente atto; il procuratore chiede che le comunicazioni e le notificazioni siano effettuate sul seguente indirizzo p.e.c.:_______________;

- opponente –

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modello ricorso liquidazione onorari avvocato

1 commenti


- Compenso Avvocato: cosa fare quando il cliente non paga?



TRIBUNALE CIVILE DI ____________________
IN COMPOSIZIONE COLLEGIALE
RICORSO EX ART. 14 D.LGS. 150/2011

L’ Avv. _______________ (__________________), quale procuratore di sé stesso ed elettivamente domiciliato presso il suo Studio Legale sito in __________ (__) alla via ____________ n.__ (tel. e fax ___________ – email/pec _____________@pec.it)
-Ricorrente-
CONTRO
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Compenso dell'avvocato: cosa fare se il cliente non paga?

Quando un avvocato decide di procedere nei confronti del proprio cliente, per ottenere un compenso dovuto, spesso vuol dire che il rapporto si è irrimediabilmente logorato.

Può sembrare una banalità, ma questo è dovuto anche allo svuotamento del proprio ruolo, per molteplici ragioni, insieme ad un impoverimento costante e progressivo della categoria.

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Avv. Alberico Sorrentino

Avv. Alberico Sorrentino

VIA PORNIA 19, 84070 SAN GIOVANNI A PIRO (SA), ITALIA
VIA POGGI D'ORO 21, 00179 ROMA (RM), ITALIA
3318678587
avv.albericosorrentino@gmail.com
alberico.sorrentino@pec.it


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Opposizione all'esecuzione di cartella esattoriale prescritta - estratto di ruolo Agenzia Entrate Riscossione

Capita molto spesso che il contribuente scopra, magari a seguito di una richiesta di finanziamento presso il proprio istituto di credito, o anche solo a seguito di un estratto di ruolo, dell’esistenza di pendenze con Equitalia, legate a cartelle esattoriali particolarmente datate che, tuttavia, possono pregiudicare l'accesso al mutuo, come nell'esempio descritto.


Cosa fare?

- devi richiedere l’estratto di ruolo delle cartelle a proprio nome presso l’agenzia Entrate Riscossione Spa;

Le più frequenti sono quelle inerenti a violazione del Codice della Strada L. 689/1981 che dall'estratto di ruolo risultano notificate oltre i 5 anni e pertanto prescritte.
Sarà possibile, di conseguenza, impugnare l'estratto di ruolo richiesto presso gli sportelli dell'Agenzia Entrate Riscossione.


Avv. Raffaele Marciano






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Pollici ed indici aperti dell'avvocato al giudice: il magistrato non se ne accorge ma è oltraggio

L'episodio è avvenuto in udienza.
L'avvocato, in attesa del processo che patrocinava, interveniva a sostegno di un altro collega, palesando il  dissenso verso la conduzione del processo da parte del magistrato e girandosi verso il pubblico, non visto dal giudicante, con le mani mimava il gesto dei pollici ed indici aperti, per dire <<ti faccio un culo così>>. 

Il reato di oltraggio ad un magistrato in udienza, ai sensi dell'art. 343 cp, deve ritenersi integrato quando la condotta sia riconosciuta idonea a compromettere i requisiti di efficacia e di autorevolezza del magistrato. Non è indispensabile che la condotta sia da esso direttamente percepita, ma occorre che la stessa determini un pregiudizio tale da offendere il bene tutelato dalla norma incriminatrice (Cass. pen., sentenza 16 novembre 2018, n. 51970).
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Diminuzione importo gratuito patrocinio decreto gennaio 2018

Il Ministro della Giustizia, con Decreto del 16 gennaio 2018  (GU Serie Generale n.49 del 28-02-2018), l’adeguamento del limite di reddito per l’ammissione al patrocinio a spese dello Stato.
Il nuovo limite reddito gratuito patrocinio è stato così abbassato da euro € 11.528,41 ad euro € 11.493,82. 


Di conseguenza, per i requisiti gratuito patrocinio è necessario avere un reddito imponibile uguale od inferiore ad euro 11.493,82.


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ESERCITAZIONE ESAME AVVOCATO 2017

In vista dell’imminente esame di abilitazione alla professione forense,
si propongono due tracce in materia di diritto civile e penale.
Gli estremi delle sentenze risolutive verranno postate nei prossimi giorni.

TRACCIA DI DIRITTO CIVILE

La sentenza di divorzio, pronunciata il 31 gennaio 2012 tra Tizio e Caia, aveva stabilito che l’ex marito avrebbe dovuto contribuire al pagamento della metà delle spese straordinarie sostenute nell'interesse del figlio minore, previa idonea documentazione e previo accordo per quelle di importo superiore ad € 700,00.
Tuttavia, Tizio, senza giustificato motivo, non dava riscontro alle plurime raccomandate dell’ex moglie né partecipava agli incontri da lei sollecitati, impedendo così la formazione dell’accordo richiesto.
Pertanto, l’ex moglie si rivolgeva ad un legale che le consigliava di agire in giudizio per ottenere decreto ingiuntivo. In appello veniva accolta la domanda dell’ ex moglie  perché applicabili alla condizione di “ previo accordo” i presupposti per la finzione di avveramento della condizione di cui all’art. 1359 c.c.
Il candidato, assunte le vesti del legale di Tizio, rediga motivato parere.
Cassazione Civile, Sez. VI -1, ordinanza 27 ottobre 2017 n. 25698    

TRACCIA DI DIRITTO PENALE

Sempronia, introducendosi in un esercizio commerciale, aveva asportato un pc prelevandolo dal bancone in un momento di distrazione della proprietaria Caia, essendo quest'ultima intenta a servire i clienti del locale. In particolare, dalle immagini dell’impianto di video sorveglianza emergeva che Sempronia aveva scollegato il cavo di alimentazione ed aveva collocato il computer in borsa per, poi, allontanarsi repentinamente dal luogo.
Sempronia veniva tratta a giudizio per il delitto p. e p. dall’art. 625 comma 1 n. 4 c.p.

Il candidato, assunte le vesti del legale di Sempronia, rediga motivato parere.
Sezioni Unite, 12 luglio 2017 n. 34090    
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