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4 maggio 2019

Notifica presso la sede effettiva e non quella legale, è valida?

La notifica eseguita presso la sede effettiva, e non legale, è valida quando risulta accertata l'esistenza dell'effettività della sede con onere della prova in capo al notificante.

la Cassazione Civ., Sez. Lav., 18 aprile 2019, n. 10854, sul punto chiarisce <<è vero, in base a quanto già statuito da questa Corte (Cass. n. 3516 del 2012; Ord. n. 1248 del 2017; n. 21699 del 2017) che la disposizione dell'art. 46 c.c. (secondo cui, qualora la sede legale della persona giuridica sia diversa da quella effettiva, i terzi possono considerare come sede della persona giuridica anche quest'ultima) vale anche in tema di notificazione ai sensi dell'art. 145 c.p.c., con conseguente validità della notifica eseguita presso la sede effettiva invece che presso quella legale; tale principio, tuttavia, presuppone che sia accertata l'esistenza di detta sede effettiva, in caso di contestazione gravando sul notificante il relativo onere probatorio; la Corte di merito ha ritenuto valida la notifica del ricorso introduttivo di primo grado eseguita presso la struttura turistica (...), senza verificare che quest'ultima costituisse sede effettiva della società, risultando altrimenti violato il principio di regolarità del contraddittorio, di cui all'art. 101 c.p.c.;>>

27 aprile 2019

Squilli e telefonate mute integrano un reato? La Cassazione fa il punto

Telefonate mute, squilli anonimi e ripetuti possono configurare il reato di molestie ai sensi dell'art. 660 c.p.

Art. 660. (Molestia o disturbo alle persone) 

Chiunque, in un luogo pubblico o aperto al pubblico, ovvero col mezzo del telefono, per petulanza o per altro biasimevole motivo, reca a taluno molestia o disturbo e' punito con l'arresto fino a sei mesi o con l'ammenda fino a lire cinquemila.

1 dicembre 2017

Impedimento a comparire: Giudice non rinvia l'udienza perché l'imputato è anziano, si pronuncia la Cassazione

La Cassazione chiarisce che non è consentito al giudice, tralasciando la valutazione della legittimità dell'impedimento a comparire dell’imputato, negare il diritto di quest’ultimo a partecipare al processo, diritto che non può essere considerato oggetto di una tutela affievolita o ridotta a causa della veneranda età dell'imputato.

Cassazione sull'applicazione delle tabelle Milanesi anche in appello e Cassazione

La Cassazione sostiene che nella liquidazione del danno non patrimoniale (categoria unitaria che comprende le sottocategorie di danno biologico, morale ed esistenziale), devono utilizzarsi le tabelle elaborate dal Tribunale di Milano

3 agosto 2017

Il mediatore c.d. atipico ha diritto alla provvigione?

Sul punto si sono contrapposti due distinti orientamenti giurisprudenziali:

1. Una prima tesi sostiene che al procacciatore di affari non può essere applicata la disciplina contenuta nella legge 39/1989 e, di recente, quella contemplata dal decreto legislativo 59/2010; più legata al dato normativo, tale posizione fa leva sulla diversità ontologica esistente tra la figura predetta e quella del mediatore c.d. tipico e caratterizzato da una condizione di terzietà rispetto alle parti che intendono concludere l’affare;

25 maggio 2017

Compenso dell'avvocato: novità giurisprudenziali sulla procedura di liquidazione

L’art. 14, comma 1, D.Lgs. 1 settembre 2011, n. 150, ha fissato nuove regole procedurali del procedimento per la liquidazione di diritti ed onorari di avvocato:

Art. 14 Delle controversie in materia di liquidazione degli onorari e dei diritti di avvocato 
1. Le controversie previste dall'articolo 28 della legge 13 giugno 1942, n. 794, e l'opposizione proposta a norma dell'articolo 645 del codice di procedura civile contro il decreto ingiuntivo riguardante onorari, diritti o spese spettanti ad avvocati per prestazioni giudiziali sono regolate dal rito sommario di cognizione, ove non diversamente disposto dal presente articolo.

6 febbraio 2017

L'attore soccombente nel merito è legittimato ad appellare la sentenza sul difetto di giurisdizione del giudice da lui prescelto?

Sulla questione sia la giurisprudenza civile sia quella amministrativa per molto tempo avevano avallato soluzioni opposte.

La tesi seguita dal Consiglio di Stato:

Secondo la giurisprudenza del Consiglio di Stato la contestazione della giurisdizione da parte del soggetto che abbia optato per quella giurisdizione e sia risultato soccombente nel merito costituisce abuso del diritto, quale uso del diritto per uno scopo diverso da quello  consentito, sub specie di abuso del processo.
Tale orientamento si fondava sull'irragionevole sacrificio patito dalla controparte in seguito al prolungamento, per ragioni esclusivamente utilitaristiche, della durata del giudizio.

L’evoluzione della giurisprudenza civile:

22 gennaio 2017

La procedura per la liquidazione dei compensi dell'avvocato


Cosa può fare l'avvocato in caso di inadempienza del cliente?
Le ipotesi percorribili sono diverse: